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La forza sta nelle cose piccole

La Grande Vasca è una zona di paludi nel sud della Louisiana, una terra in cui le autorità non permettono più di abitare per via degli allagamenti che la colpiscono in occasione di ogni ciclone. Qui vive una bambina, Hushpuppy, orfana di madre, ed è attraverso i suoi occhi che lo spettatore vive una storia, prima di tutto, di resistenza. Resistenza al clima e ai suoi effetti di distruzione. Resistenza alla legge, che sradica le persone dal loro luogo natio per alloggiarle in ricoveri per rifugiati. Resistenza a grandi, immaginarie, bestie preistoriche che minacciano la comunità. Nella Grande Vasca la vita è bella, ci racconta lei, mentre davanti ai suoi occhi scorrono le immagini di feste a base di gamberi mangiati fieramente con le mani, baracche stracolme di cose, vecchi hippie ubriachi che vivono insieme alla maggioranza della popolazione nera. Tutto mentre il padre sente la malattia crescergli dentro, ponendo un nuovo, terribile, interrogativo sul futuro di questa bambina.

OneLouder

Difficile non rimanerne catturati. Spettacolare, ma senza sovrabbondanza di effetti speciali, né maestose colonne sonore. Questo piccolo, grande film di Benh Zeitlin, prodotto con un budget minore, mostra che quando c’è un soggetto originale e toccante, unito a una sensibilità registica rara, Davide può davvero sconfiggere Golia (cinematograficamente parlando). Ma nulla sarebbe senza l’interpretazione della piccola Quvenzhané Wallis, rabbiosa, triste, felice: completamente vera sullo schermo. Un film da non perdere, già candidato a quattro premi Oscar.

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