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La rivoluzione in un vicolo cieco

A quasi dieci anni di distanza da “American Beauty”, il film che ha lanciato Sam Mendes e che continua a rappresentare il suo più alto picco creativo, il regista torna a toccare un tema tanto centrale nell’immaginario cinematografico da non essere poi così distante da uno stereotipo: la famiglia piccolo borghese statunitense intesa come luogo dell’insoddisfazione, del controllo sociale e della mediocrità, una trappola in cui il benessere e la tranquillità sono gli unici valori perseguibili.

“Revolutionary Road” nasce da una sceneggiatura tratta dal romanzo omonimo di Richard Yates del 1962; per mettere in scena i personaggi di April e Frank Wheeler, Sam Mendes ha scelto i volti e le capacità della compagna Kate Winslet e di Leonardo Di Caprio, nuovamente insieme sullo schermo a dodici anni dal naufragio più acclamato di sempre.

April e Frank sono due giovani di belle speranze che si ritrovano sposati, con figli e proprietari di una bella casetta bianca in provincia. Lui si occupa della famiglia svolgendo un lavoro che non lo appaga, mentre lei rinuncia alle velleità di attrice per occuparsi della casa. I due si rendono presto conto che la loro vita non si sta sviluppando esattamente come l’avrebbero desiderata, e progettano di trasferirsi a Parigi. Ma la fuga dai comfort e dalla routine è un proposito più impegnativo del previsto, e scatenerà una profonda crisi.

Sam Mendes non voleva intrappolare la storia in un film in costume, ma metterne in luce l’attualità: la sua rappresentazione degli anni ’50 è sapientemente abbozzata e lontana dal pittoresco. L’indagine non si fonda su uno stereotipo, ma piuttosto scava al suo interno; il film riesce a essere una sorta di prequel collettivo di un tema, di quel disagio provinciale che è alla base dello stesso “American Beauty” e che per esempio ritroviamo ancor più normalizzato nelle vicende di certe casalinghe televisive.

Nonostante la messa in scena delle emozioni non sia certo un esempio di sobrietà e understatement, i due protagonisti sorreggono con le loro ottime interpretazioni (in particolar modo Kate Winslet) un film che si concede ben poche digressioni dal loro rapporto; un film che, nonostante qualche lungaggine e qualche espediente narrativo discutibile, fornisce un esploso accurato di un matrimonio in crisi, stimola la riflessione, propone risposte non esattamente confortanti.

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