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L’amore per una workaholic

Se non fosse per qualche evidente caduta di stile, “Ricatto D’Amore” sarebbe il film ideale per il ritorno dall’estate: romantico, divertente, e perfetto per chi non ha ancora soddisfatto il proprio desiderio di evasione dalla realtà. Tutto parte da una trovata narrativa niente male: l’editor Margaret, canadese e molto in stile “Il Diavolo Veste Prada”, rischia l’allontanamento dagli Stati Uniti per aver partecipato con un visto scaduto alla Fiera di Francoforte e, per evitare di perdere il posto di lavoro, costringe l’assistente, Andrew, a sposarla. Ma lui non è il ragazzotto povero che sembra: la sua è una delle famiglie più facoltose dell’Alaska.

Convincente Sandra Bullock, dolce ma affascinante anche Ryan Reynolds. E la buona accoppiata c’è. Divertenti i comprimari, anche se a volte un po’ troppo, ed ecco allora la matriarca dei Paxton – la famiglia di Andrew – alle prese con improbabili danze propiziatorie mentre trascina con sé la Bullock in una delle sequenze più imbarazzanti del film. Da non perdere, però, i titoli di coda: un’ultima risata prima di uscire dalla sala non guasta mai.

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Ci sono i paesaggi dell’Alaska, il mare del nord e le foreste… Ma la location più affascinate di “Ricatto D’Amore” è la redazione della casa editrice in cui Margaret e Andrew lavorano. I computer, i redattori che alzano la testa appena sopra il monitor, i telefoni che squillano. Ecco, in questa prima parte il film sembra promettere davvero molto bene… Dopo, non proprio tutte le promesse sono mantenute. Ma il risultato fa addirittura riflettere: davvero l’amore è diventato un valore così poco importante nella nostra società di workaholic? Forse forse ancora no…

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Contro

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