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Dipingere i caratteri

Isabel Archer, americana rimasta orfana e adottata da un suo ricco zio inglese, rifiuta due vantaggiose proposte di matrimonio desiderosa di libertà e di conoscenza del mondo; divenuta ricca grazie all’eredità lasciatale dallo zio, finisce per sposare Gilbert Osmond, uno snob in cerca di denaro.
Sarà importato poco a Nicole Kidman affrontare un esaurimento nervoso e rimanere per due settimane a letto, quando il risulto è stato vedere questa Isabel Archer così fedele a quella immaginata dalla Campion e scritta da Henry James. È senza dubbio una delle sue prove più grandi. Bravissima anche Barbara Harshey in un ruolo non facile e Malkovich per la sua aria così sensualmente arrogante.

OneLouder

Splendido, sofisticato, elegante. Si potrebbe paragonarlo ad un quadro di Botticelli, dove nessun colore è fuori posto, dove la luce si alterna all’ombra in una armonia pressochè perfetta, o ad un’opera di Schubert, in cui un sottile suono di pianoforte si unisce a quello violento ma anche dolce di un violino. Tutti i personaggi sono dipinti con estrema maestria ma, a differenza di ciò che accade osservando un quadro, i colori cambiano con il proseguire della storia: i volti mutano, i caratteri si trasformano e il film diventa un turbine di sentimenti tanto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa origine.

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