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Il racconto del vino

Un pianoforte racchiuso in una cassa di vetro in volo tra i monti della Valtellina: così inizia “Le Rupi Del Vino”, il documentario presentato domenica scorsa al Roma Film Festival dal maestro Ermanno Olmi, uno degli ultimi grandi registi del nostro paese, la cui carriera cinematografica ha avuto inizio proprio nel campo documentaristico. In equilibrio tra narrativa e poesia, la macchina da presa prende le mosse dai lavori di terrazzamento dei monti della Valtellina, preparazione alla coltivazione delle viti da cui verranno tratti pregiati vini: di qui lo sguardo di Olmi si snoda lungo un percorso di 54 minuti, durante i quali, accompagnati dalla penna di Mario Soldati che scrisse “L’Avventura In Valtellina”, facciamo conoscenza con le molte facce di un luogo che viene rivelato piuttosto che mostrato.

Documentario come racconto, documentario come poesia e documentario come atto d’amore: l’occhio di Olmi coniuga l’esperienza ed il sapere di chi fa cinema da più di cinquant’anni con la passione di chi ha appena scoperto quanto è meraviglioso filmare i luoghi che si amano. Il suo lavoro sulla natura della Valtellina è identico a quello degli operai che, da lui ripresi, lavorano sui costoni delle montagne sopra Sondrio: così come quei terrazzamenti, piuttosto che sconvolgere il paesaggio montuoso, lo assecondano fino a farne completamente parte, tanto Olmi con le sue riprese non vuole mutare i luoghi che lo circondano in qualcosa che non sono. Le immagini col loro susseguirsi, anzi col loro fluire, dipingono un quadro che, pur tenendosi lontano da ogni forma di espressionismo, rivela nel paesaggio la forte interiorità di chi lo sta raccontando.

OneLouder

Raccontare un luogo per raccontare se stessi: maestria registica a parte, è il valore intimo quello che conferisce preziosità a questo documentario.

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