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Scontro Tra Titani

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Hollywood vs. Grecia

Ed ecco a voi l’antica Grecia in 3D. “Scontro Tra Titani”, diretto dal parigino Louis Leterrier e prodotto da R.D. Zanuck, rilegge con l’ausilio delle nuove tecniche il mito di Perseo, semidio figlio di Zeus impegnato nel salvataggio di un’umanità destinata ad essere distrutta dalla furia degli dei. Sul suo percorso dovrà affrontare creature mostruose di varie forme e dimensioni e subire le ire dell’Olimpo, fino alla battaglia finale contro l’abominevole Kraken per salvare la vita della principessa Andromeda.

Nel cast, oltre al primo vero divo del 3D Sam Worthington, troviamo Gemma Arterton nel ruolo di Io, la protettrice di Perseo e le stelle Liam Neeson e Ralph Fiennes, rispettivamente nelle parti di Zeus e Ade.

OneLouder

Sarebbe ingenuo rimproverare al film le libertà prese nella trasposizione del racconto mitologico e l’americanizzazione dell’epica greca: è chiaro che l’intento non è quello di presentare una storia attendibile né di essere fedeli al mito. Trattasi di cinema di puro intrattenimento: Hollywood mostra i muscoli per confezionare un prodotto diretto alla pancia piuttosto che alla mente dello spettatore, in cui il contenitore è più importante del contenuto ed il valore visivo più di quello filmico effettivo. Interessa?
Andrea Ranelletti, 4/10

Non mi dilungherò sulla bellezza di Perseo/Worthington, né sull’uso sapiente della fotografia che esalta la sua muscolatura possente. E neppure sulle imprecisioni filologiche della trama, che mescola senza discriminazioni mitologia greca e norrena (vedi il Kraken o le Norne, che danno il loro responso in antico nordico….ma non erano le parche?).
Si dice che “Scontro Tra Titani” sia la classica “americanata”: d’accordo, la trasformazione di Ralph Fiennes/Ade che si materializza con volute di fumo e scintille è spettacolare (e, permettetemi, molto meglio dell’Ade/Steve Cougan metallaro di “Percy Jackson…”), ma la trama sottende l’eterno dilemma rinascimentale dell’uomo padrone delle proprie azioni, e delle divinità invidiose che cercano di ostacolarlo. E forse, se ci immaginassimo le divinità greche oggi, sarebbero davvero affascinanti e abbigliate con armature splendenti, come insegnava Pollon.
Arianna Pernigoni, 8/10

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