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Nicholas Cage porta sfiga

Più che un thriller fantascientifico con Nicholas Cage e diretto da Alex Proyas, “Knowing” è un trattato di sociologia. Costruito sulle paure e le speranze degli americani dopo l’11 settembre, imbastisce una storiella già sentita di presagi e apocalissi, riuscendo nell’impresa di infilare, in due ore scarse, tutti ma proprio tutti i riferimenti che ci si potrebbe aspettare. Niente spoiler, a meno che non vogliate leggere qui sotto.

Proyas racconta la vicenda di “Knowing” alternando momenti da film horror modern-classic – con tanto di bambini chiusi nell’armadio e voci che bisbigliano – ad altri d’azione, decisamente più spettacolari e soddisfacenti. Non è difficile prevedere gli sviluppi della vicenda, che comunque si lascia seguire con piacere, grazie anche a un’interpretazione convincente della coppia Cage-Chandler Canterbury.

Andrebbe tutto bene, se non fosse per un finale insieme salvifico e ridicolo, di fronte al quale è difficile sospendere l’incredulità – e i sorrisi. Certo le due ore precedenti intrattengono quanto basta, pur senza mai eccellere, rendendo “Knowing” un mediocre actionthrillerhorrorscifi da noleggiare tra amici una sera d’inverno.

OneLouder

Cosa bisogna dire di un film come “Knowing”? Formalmente è inattaccabile, ben girato, ben recitato, ben tutto. La fabula è classica ma divertente, l’intreccio lineare ma misterioso qb… qual è dunque il problema? Forse il suo essere eccessivamente pastiche, forse la totale mancanza di anima, forse una notevole dose di quella che gli americani chiamano cheesiness. Fatto sta che “Knowing” non si eleva mai al di sopra di un’aurea mediocritas – anzi, a volte scade nell’autoparodia. Vedansi animali in fiamme, per esempio.
Ah, e comunque Nicholas Cage porta sfiga.

Pro

Contro

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