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Rumspringa!

Cominciamo dalle cattive notizie: i primi venti minuti di “Sex Drive” fanno schifo.
L’impressione è di trovarsi di fronte al classico film basato su umorismo pecoreccio, sesso ostentato, equivoci e citazioni di altre pellicole analoghe.
La storia, poi: ragazzo sfigato con amico ciccione e amica gnocca-che-non-lo-dà-a-vedere ruba macchina figa al fratello fisicato per andare a scoparsi tipa conosciuta su Internet.
Originale, vero?

Eppure, “Sex Drive” stupisce. Innanzitutto perché, con il passare dei minuti, l’umorismo si raffina e strappa più di una risata.
Poi perché i rapporti tra i personaggi sono decisamente più interessanti dello standard di questi film. C’è addirittura quella che si potrebbe definire un’evoluzione!
Infine, ed è forse il pregio maggiore, perché la mezzora finale è da urlo: surreale, ricca di trovate che lasciano a bocca aperta per la loro intelligente idiozia.

Non siamo di fronte a un capolavoro o a un film indimenticabile, ma, anche grazie a un cast decisamente azzeccato, “Sex Drive” è comunque un road movie più che godibile che spicca tra la spazzatura di genere che ci viene solitamente propinata.
Più vicino a “Suxbad” o a “100 Ragazze” che ai vari “X-Movie”, “Sex Drive” potrebbe addirittura valere una visione al cinema. Non è mica poco.

OneLouder

Prima di andare a vedere un’anteprima preparo sempre sul desktop un file .txt vuoto con il titolo del film e il voto preventivo; è un piccolo gioco che faccio con me stesso.
Per “Sex Drive” avevo un impietoso “Voto preventivo: 2″.
Sean Anders m’ha fregato. Ha vinto lui.
Che il giudizio finale sia viziato dal pregiudizio iniziale? Pazienza, “Sex Drive” è un film divertente e, a modo suo, ambizioso. Applausi (soprattutto ad Amanda Crew).

Pro

Contro

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