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Coito ergo sum

“Soffocare” è pulp, molto pulp. Pure troppo. O almeno lo è il romanzo del 2001 di Chuck Palahniuk – quello di “Fight Club”, “Survivor” e trucidume del genere – che narra la formazione di un loser, una mezzasega. Uno sfigato sessuomane (Sam Rockwell) tirato su da una madre pazza (Anjelica Huston), attivista hippie che dal letto del manicomio non riconosce più suo figlio. Victor, lo sfigato, mantiene la madre in una costosa clinica grazie ad un lavoro da figurante storico e alle donazioni degli eroi che lo hanno salvato nel ristorante del giorno dal suo finto soffocamento da cibo. Questo, estorto con l’inganno, è l’unico affetto che Victor riesce a ottenere dalla vita.

“Soffocare”, the movie, è decisamente meno pulp di quello che ci si potrebbe aspettare da una premessa del genere. I temi trattati sono quelli che angustiano quasi tutti i bipedi discendenti dalle scimmie: il rapporto col sesso e quello con la propria genitrice. Forse troppo per una trasposizione sul grande schermo, tanto più per un film che si configura come commedia dal basso profilo. Infatti il pulp appare, ma non traspare, da questa pellicola. Se i personaggi sono quasi tutti completamente fuori di testa e le scene di sesso hanno lo stesso ritmo della réclame in una trasmissione di Mike Bongiorno, un’ironia innocua e la totale mancanza di crudezza e di strettoie visive o psicologiche configurano “Soffocare” come una tranquilla, per quanto fresca e imprevedibile, commedia americana di mezza estate. Inutile dire che ci si poteva aspettare qualcosa di più.

OneLouder

Caro Pulpahniuk,
per un film tratto da un tuo libro, fregio luccicante per il claim pubblicitario, non ci possiamo accontentare del bicchiere mezzo vuoto. Non ci basta una mezza calzetta di cui farci beffe. Non ci bastano tette di tutte le forme e misure prese a due a due finché non fanno dispari. No, basta col senso di incompiutezza autoreferenziale della sindrome da Sundance con cui Clark Gregg ha avviluppato la tua storia. Noi vogliamo pugni sullo stomaco, vogliamo sentire le budella che si torcono. Vogliamo il pulp: sangue e merda.
Tuo,
fallo abusato di Victor

Pro

Contro

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