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  • Speed Racer

    Diretto da Larry Wachowski, Andy Wachowski

    Data di uscita: 09-05-2008

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Tra fumetto, cartoon, live-action… imprendibile!

Ispirato all’anime giapponese “Go Go Mach 5″, che conquistò l’Occidente negli anni ’60, “Speed Racer” segna il ritorno dei Wachowski Bros, ormai diventati un marchio di culto per la cyberpunk generation che ha adorato la conturbante trilogia di “Matrix”.

In un futuro che mescola le atmosfere da cartoon a quelle della Pop Art, Speed Racer è un giovane e talentuoso pilota che ha il coraggio di sfidare il sistema di lobby guidato dal capitalista senza scrupoli Royalton, il quale tiene sotto scacco le corse automobilstiche. Lo scontro si farà duro – e le gare interminabili – ma Speed ha qualcosa che gli altri piloti, corrotti fino al midollo, non hanno: la famiglia, rappresentata dal padre duro e puro (John Goodman), dalla madre comprensiva (Susan Sarandon) – “È quando ti vedo correre che mi sento immensamente fiera di essere tua madre!” – e dal fratellino guastafeste con tanto di scimmia per amico.

Questa volta i Wachowski hanno spostato il tiro, o meglio il target, muovendo alla conquista di famiglie con ragazzini fanatici di videogames, proponendo attraverso 2300 effetti speciali al servizio di spettacolari duelli, ribattezzati car-fu, la favoletta del piccolo eroe made in Usa che ce la fa.
La tecnica è rivoluzionaria, sorprendentemente funzionale alle esigenze di un film che ha bisogno di mescolare azione reale e azione virtuale per accattivare il pubblico di adolescenti, la cosiddetta bubble photography consente la ripresa ad altissima risoluzione di immagini che, unite grazie ai computer, formano un contesto panoramico a 360 gradi. Tutto ciò “ha consentito, in fase di post-produzione, di collocare la macchina da presa in qualsiasi posto e vedere quello che si voleva a qualsiasi distanza”, spiega John Gaeta, premio Oscar per gli effetti speciali. Infatti il primo piano, quello intermedio e lo sfondo risultano contemporaneamente a fuoco proprio in quanto realizzati separatamente tramite una tecnica a strati visivi ribattezzata dai cineasti tecnologia a due dimensioni e mezza. Puro spettacolo, baby.
E i 120 milioni di budget saranno presto triplicati dagli incassi, anche se due ore e un quarto di corse con motori che rombano in dolby surround paiono effettivamente troppe.

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