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Antico Egitto, alieni e l’origine dell’umanità

Fra tutti i periodi storici non ce n’è nessuno più misterioso e accattivante del tempo dei Faraoni. Poi un po’ di new age, le ipotesi sull’origine del mondo, l’archeologia e le porte fra gli universi. Se mischiamo sapientemente questi ingredienti, spruzziamo un pizzico di enigmistica, uno pizzico di esercito americano, una storia d’amore e un viaggio interspaziale attraverso enormi cerchi di granito… il piatto sarà pronto e “Stargate” sarà servito.
Il film è il viaggio incredibile di un egittologo e un manipolo di soldati americani attraverso quello che ha tutta l’aria di essere un portale fra due mondi. Giunti in una terra desertica ma familiare, il manipolo dovrà vedersela con il malvagio Ra, creatura millenaria che da secoli sottomette un popolo cui ha vietato l’uso della scrittura (bellissimo riferimento alla censura, uno dei temi più cari agli artisti del novecento). Una risposta agli enigmi dell’umanità e una pellicola tutto sommato piacevole, anche se a tratti un po’ lenta. Forse non comprensibilissima ad una prima visione, ma se si riesce a rimanere svegli per tutta la durata del film non dovrebbe essere troppo complicata.
Da segnalare l’enorme successo al botteghino, una rampa di lancio fin troppo efficace per il successivo film di Emmerich, quell’ “Independence Day” campione di incassi e di pubblico, addirittura oltre il suo già popolare predecessore.

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