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È uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare

Rose e Norah, due sorelle svitate e insoddisfatte della loro vita, decidono di inventarsi “pulitrici di scene del crimine”: arrivano sul luogo di un delitto e, subito dopo i rilievi della polizia, fanno sparire ogni traccia dell’accaduto. Dietro lautissimo compenso.

Per la loro azienda familiare, scelgono il nome di “Sunshine Cleaning”. Nonostante gli aspetti ributtanti, il nuovo lavoro è in effetti un raggio di sole nelle vite delle due ragazze, sempre in bilico tra uomini (e donne) sbagliati, un padre eccentrico che si improvvisa venditore di gamberetti e un ragazzino superdotato e iperattivo.

Purtroppo la loro propensione a cacciarsi nei guai non accenna a diminuire con il successo.

OneLouder

Non c’è dubbio che lavorare con i morti offra tutta un’altra prospettiva del mondo. È quello che accade a Rose e Norah quando, disperate ma leggere, si lanceranno nella nuova avventura. Scopriranno di avere del fegato. E di poterlo utilizzare anche in altri ambiti. Il suggerimento tra le righe è quello di non prendere troppo sul serio i consigli sull’autostima degli psicologi americani e di optare per il sempre utile “fai da te”. Non si può che essere d’accordo. Del resto, finché c’è vita c’è speranza.

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