Home > Recensioni > Taxi To The Dark Side

Taxi To The Dark Side

Il lato B della guerra al terrorismo

Premiato con L’Oscar di “Miglior Documentario Lungometraggio” nel 2008, arriva finalmente anche nelle sale italiane “Taxi To The Dark Side”, film-reportage di denuncia sulla pratica della tortura da parte dell’esercito statunitense in Afghanistan, Iraq e Guantanamo, diretto, sceneggiato e prodotto da Alex Gibney.

Di forte impatto emotivo, politico e sociale per il tema affrontato, “Taxi To The Dark Side” racconta la storia di Dilawar, un giovane taxista afgano che, caricati tre passeggeri, non farà più ritorno a casa, ma verrà invece assassinato nella base militare americana di Bagram.
L’assassinio fornirà a Tim Golden, giornalista del New York Times, lo spunto per indagare sulla misteriosa morte – con sorprendenti scoperte ed una tensione da thriller – e sulle tecniche di repressione e tortura messe in atto dall’amministrazione Bush dopo l’11 settembre.

Il film, basato quasi completamente su reperti, confessioni, dichiarazioni e documenti ufficiosi, farà sicuramente discutere e porterà alla luce i tanti retroscena dell’intervento americano in Medio Oriente. Retroscena che stridono ampiamente con le dichiarazioni di abolizione della tortura da parte dell’ex governo Bush.
“Taxi To The Dark Side” si va sicuramente a collocare in quella schiera di film che rimangono impressi nella memoria per la loro drammaticità, che dividono le coscienze e che rappresentano un vero e proprio grido di denuncia.

Scroll To Top