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Il labile confine tra follia e genialità

In principio era Walter “Black”, un ex manager di successo di una fabbrica di giocattoli caduta in disgrazia, poi a seguito di una tragico accadimento ri-vive in “Mr Beaver”: un pupo-castoro dalla cinica lucidità. A giocargli un tiro mancino una grave forma di depressione che lo costringe ad una mistica forma di follia e lo confina, beffardamente, in un stato d’ irreversibile solitudine; a nulla servono le attenzioni della famiglia che, sfibrata dall’apatia psico-fisica in cui è ingabbiato, vede nell’allontanamento l’unica vita d’uscita possibile. Una dolorosa parabola discendente verso una dimensione surreale che costringerà ad un costante stato di precarietà. Ricominciare ex novo sarà un’impresa dall’inaspettato finale tragicomico.

OneLouder

Nuovamente alla regia dopo “Il Mio Piccolo Genio” e “A Casa Per Le Vacanze” Jodie Foster porta sul grande schermo una film che affronta, con irriverente slancio farsesco, un tema difficile e doloroso: l’estrema vulnerabilità della mente umana. È un film indipendente, dalle sottili difficoltà stilistiche e di copione superate dalla capacità di tessere insieme, in chiave assolutamente personale ed introspettiva, la drammaticità di una storia familiare e un sano umorismo. Jodie Foster riesce a creare una pellicola in movimento, dagli aspetti mutevoli, che si presta a diversificate ipotesi interpretative senza scomodare supposte ideologie.

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Contro

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