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Suoni dal profondo

Nel XVIII secolo, durante la guerra Svedese-Lituana, la campana della chiesa Plateliai venne tirata giù dal campanile e fatta affondare nel mezzo del lago ghiacciato. Da allora, la leggenda narra che il suo suono emerge dalle profondità lacustri. Trecento anni dopo, una spedizione di sommozzatori decide di fare delle ricerche utilizzando le rotte e le mappe lasciate da quelli che, nel corso degli anni, si sono messi sulle sue tracce (sinossi del film tratta dal programma del Tertio Millennio Film Festival).

La forza del film di Stonys è che riesce a raccontare quanto sia importante per una comunità condividere un passato fatto di storie, a prescindere che queste siano vere.
Il cinema di Stonys non è fatto di realtà ma è una riflessione intima del regista su se stesso che attraversa vari livelli del reale. Come questo autore ha ribadito spesso “La realtà nei film non esiste e Dio ci ha fatti tutti dalla medesima argilla. Più soggettivo è un film e più diventa universale” (per l’intervista completa, vedi i correlati).

La lunga sequenza della ricerca vana della campana nell’acqua è un viaggio introspettivo alla ricerca del senso di una identità: siamo le storie che raccontiamo. Andando letteralmente “al fondo” di queste storie non troviamo la realtà ma la bellezza, l’incanto del viaggio in un ambiente che sembra una metafora del fantastico. La dura scorza di ghiaccio che protegge il mondo del “sommerso” da quello delle esperienze reali è trasparente e illumina il nostro viaggio romantico alla ricerca dell’eco di un’antica campana. Non è il risultato che conta, è il percorso. Non è la celebrazione che vogliamo, ma la memoria.

OneLouder

Con tutti i suoi limiti di montaggio e di confezione “The Bell” è un’esperienza immersiva in questo villaggio lituano fatta di luci e melodie, ombre e silenzi. La forza timida del silenzio, del respiro, delle voci flebili di persone anziane che raccontano questa leggenda della campana ci arriva piano piano, in un crescendo che ci porta a voler vivere la favola, ad aspettare che babbo natale ci conduca per mano fino alla vecchia campana.

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Contro

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