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  • The Burning Plain – Il Confine Della Solitudine

    Diretto da Guillermo Arriaga

    Data di uscita: 07-11-2008

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Una bruciatura indelebile nel tempo

Una dimora bruciata sulla pianura custodisce un segreto. Il segreto si propaga per due generazioni, e diventa il senso di due vite che si ricongiungono, in nome del frutto del loro amore sbocciato dal peccato dei rispettivi genitori.

Il regista e sceneggiatore Guillermo Arriaga riprende lo stile del suo maestro spirituale, lo sguardo nell’anima irrequieta che passa attraverso gli occhi ed i primi piani, raccontando una storia con poche ma toccanti sfasature cronologiche. I personaggi hanno dei nomi all’apparenza diversi, le loro storie sembrano autoreferenziali, ma tutte sottendono una tragedia comune, e tendono ad una promessa che può far rinascere speranze, futuro, e curiosità dopo il dolore. Storie dalle misteriose connessioni, in cui il tempo è la chiave di lettura.

Mariana, sedicenne del New Mexico, vive i postumi della morte di una madre adultera, e cerca fiducia in un nuovo rapporto con Santiago, un ragazzo forte alle prese con un lutto della stessa natura. La loro promessa: una prova di resistenza al dolore, una bruciatura sul polso. Gina è una madre fragile e matura, che vive una segreta estasi di pura serenità all’oscuro del marito e dei figli. Le sue ustioni, saranno mortali. Sylvia vive a Portland una vita libera e fredda, dirige un ristorante che affaccia sul quel mare da cui volentieri si farebbe inghiottire.

Tiene alle sue spalle un passato che, come nel consueto stile di Arriaga, è oggetto di indagine che porta a svelare tensioni emozionali e tessuti di vita, che colpiscono perché somigliano al nostro modo di sentire, innescando una connessione con lo spettatore.

Così, con una formula non più originale – ma che come le cose buone ancora non stanca – il regista presenta a Venezia 65 una prova consolidante e più pulita, più conservatrice di Inarritu, nonostante sia sovversiva per natura la scelta di sfasare temporalmente intere sequenze al solo scopo di scardinare la certezza di conoscere dello spettatore. Uno strumento che facilmente rimuove le barriere del pensiero e concede alla narrazione di arrivare più a fondo.
Fino a quel punto che ci insegna la cifra artistica di Arriaga, in cui avviene l’incontro tra persone apparentemente sconosciute: questo il momento in cui i vasi comunicanti dei singoli drammi finalmente si fondono, e in cui il film esonda agli occhi di chi ne è testimone. Esonda il tema della maternità, e della storia di tre generazioni alle prese con le cause e le conseguenze delle scelte dei personaggi, a turno genitori e figli, avvolgendoli nella ricerca di una soluzione.

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