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Alle origini dell’ingiustizia

Uno dei capitoli più oscuri della storia d’America – l’uccisione del presidente Abramo Lincoln – viene analizzato da Robert Redford attraverso la cronaca del processo che vide imputata Mary Surrat, rea di aver ospitato e aiutato gli assassini nella sua locanda. Protagonista è un giovane avvocato, ex soldato del fronte nordista, Fredrick Aiken, che si ritroverà a difendere una donna la cui testa è voluta da molte parti: dal popolo americano innanzitutto, assetato di vendetta, e quindi dal Ministero della Guerra, deciso a dare al popolo la vendetta che desidera. Robert Redford, protagonista come attore di “Tutti gli Uomini del Presidente, torna sul luogo del delitto: i segreti di Stato della tanto osannata democrazia statunitense.

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Dopo una prima mezz’ora in cui toni e situazioni paiono estrapolati da una fiction storica senza infamia né lode, si entra nel vivo del processo e la tensione comincia a salire insieme a un’empatia straordinariamente acuta nei confronti del personaggio di Mary Surrat, così come accade con tutti i perseguitati protagonisti di opere di finzione. Bellissima e convincente Robin Wright, molto del merito del fascino di questa pellicola va a lei. Un buon film, senza particolari difetti (ma neanche particolari pregi), per un appassionante capitolo della storia americana.

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Contro

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