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  • The Karate Kid – La Leggenda Continua

    Diretto da Harald Zwart

    Data di uscita: 03-09-2010

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Come si dice in cinese “FAIL”?

“The Karate Kid” è come l’originale di vent’anni fa, però brutto.

Ha una storia da raccontare, pare. Eccola: ragazzino e mamma vanno a Pechino, ragazzino vessato da bulli, conosce ombroso maestro di kung fu, impara kung fu, vince torneo contro bulli, bulli lo rispettano, buoni sentimenti. Aggiungere spiritualismo orientaleggiante d’accatto, storiella d’amore, alcune scene d’azione.

È un’operazione che ha poco senso e dignità, utile a piazzare il figlio di Will Smith in una pellicola densa di noia e di una retorica vecchia di vent’anni. Difficile decidere cosa sia più offensivo, se l’idea in sé, la regia amatoriale, l’interpretazione sottotono di tutti i protagonisti – ivi compreso un imbolsito e spompo Jackie Chan – o Justin Bieber nella colonna sonora.

OneLouder

Dalla pellicola di «Metti la cera togli la cera», “Karate Kid” pesca molto ma non tutto – per esempio si svolge in Cina, dando la possibilità a regista e sceneggiatori di mettere in piedi un teatrino di stereotipi razzisti di cui ci si libera solo dopo due ore di tortura. O, per esempio, a Ralph Macchio si sostituisce Jaden Smith, figlio di papà raccomandato, faccia da schiaffi, talento per la recitazione poco, in grado di soffondere tutto il film di un’aura mucciniana che farebbe venire la carie a un Orsetto del cuore.

Tutto sommato, “The Karate Kid” è il film per i regazzini tredicenni di oggi. Ed è tutto sbagliato.

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Contro

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