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Rebecca (Sarah Bolger), studentessa di un college femminile nel New England, è in piena elaborazione del lutto: il suicidio del padre è ancora fresco nella sua memoria, e lenisce il dolore solo la presenza della migliore amica e compagna di corsi, Lucy, una tale che abbiamo già visto perché OH È VERO, ERA ANCHE IN UN ALTRO FILM A VENEZIA, E QUEL FILM ERA “A DANGEROUS METHOD” (Sarah Gadon). A turbare un equilibrio già precario arriva Ernessa (Lily Cole), che monopolizza tutte le attenzioni di Lucy.

Aizzata dalla gelosia, dal fatto che in classe le stanno facendo leggere “Carmilla” di Le Fanu, e dal numero non più trascurabile di morti misteriose che la circondano, Rebecca comincia a convincersi che Ernessa sia un vampiro.

OneLouder

Tratto dal romanzo d’esordio di Rachel Klein, il film è stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, sezione Senza Giustificazioni.

Quello che avrebbe potuto dare una sferzata di morboso al genere vampiresco è in realtà un film psicologicamente mal approfondito, pessimamente recitato, il cui unico scarto rispetto alle megaproduzioni è una spolverata di Lesbismo della Mente®.
Mary Harron, una regista che stranamente non mi infastidiva sebbene abbia sempre realizzato film al di sotto della propria ambizione, non è riuscita a rendere prodotto d’autore un prodotto di genere. Speriamo almeno sia costato poco.

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