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  • The Reader – A Voce Alta

    Diretto da Stephen Daldry

    Data di uscita: 20-02-2009

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La banalità del male, a voce alta

Tratto dal premiato quanto discusso romanzo di Bernhard Schlink “A Voce Alta” e ambientato nella Germania postbellica, “The Reader” è la storia dell’adolescente Michael e del suo incontro casuale con Hanna Schmitz, un’estranea che ha il doppio dei suoi anni. I due rimangono rapidamente coinvolti in una relazione segreta e appassionata; particolarità: Hanna ama sentirsi leggere, a voce alta appunto, capolavori della letteratura mondiale come “L’Odissea” e “L’amante Di Lady Chatterley”.
Otto anni più tardi, Michael è uno studente di legge che osserva i processi per i crimini di guerra nazisti, ed è sconvolto nel veder tornare Hanna nella sua vita, questa volta come imputata in tribunale. Mentre il passato della donna viene rivelato, Michael scopre un segreto importante che avrà un forte impatto sulle loro vite.

“The Reader” è una storia coinvolgente sulla verità e la riconciliazione, sul potere delle parole e della lettura, e sull’amore.
Commistione di tematiche che crea anche un miscuglio di sentimenti ed emozioni, ma Daldry riesce, tramite dei personaggi forti e vulnerabili, attraverso movimenti di macchina trasparenti e dialoghi impeccabili a farci immedesimare in Michael, ad amare Hanna, ad odiare Hanna; e ancora a biasimarla, a condannarla, perché perdonare certe cose è impossibile, ma anche, forse, a compatirla.

“The Reader” è diverso dai più di 200 film che sono stati realizzati sul tema dell’Olocausto: è, come lo definisce lo scrittore: “una storia sulla seconda generazione” ed affronta il problema di come continuare dopo ciò che è avvenuto, evitando i vaghi concetti di redenzione e perdono, per focalizzarsi sul problema di come un popolo riesca a venire a patti con il suo fosco passato. A questo proposito è interessante l’analisi della forte differenza d’età tra i due protagonisti: se Hanna rappresenta la vecchia Germania nazista, Michael si incarna in quella nuova, in cerca di redenzione agli occhi del mondo.

Nel romanzo Michael si chiede: “cosa avrebbe dovuto fare la nostra seconda generazione in merito alla conoscenza degli orrori legati allo sterminio degli ebrei? Rimanere in silenzio pieni di sdegno, vergogna e senso di colpa? A che scopo?” e insieme a lui ci chiediamo: basterà una “giornata della memoria” a far sì che le generazioni a venire non commettano lo stesso errore dei nostri nonni, rimanere a guardare?

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