Home > Recensioni > The Rum Diary

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Sbronza portoricana

Puerto Rico. Negli anni della grande speculazione da parte degli yankee, Paul Kemp, giornalista con la passione dell’alcol, fa la sua apparizione, con gli occhiali scuri per coprire i postumi di una sbronza colossale, alla redazione del “San Juan Star”, giornale diretto da tale Lotterman e ormai sull’orlo del fallimento. I ricchi e grassi signori americani vogliono che si parli di sale da bowling, oroscopi e frivolezza, mentre Kemp, man mano che assapora i luoghi di Puerto Rico, si rende conto che c’è ben altro da raccontare. Viene infatti coinvolto in un affare più che sporco, un progetto che mira a costruire alberghi, marine e a fare soldi a palate. Ma una volta dentro, il suo desiderio di raccontare la verità ha la meglio…

OneLouder

Un po’ romanzo surreale, un po’ storia vera, “The Rum Diary” restituisce le atmosfere di una terra delle contraddizioni come Puerto Rico, da una parte paradiso per speculatori, dall’altra inferno della povertà. Dannato e bellissimo, perfettamente calato nella parte, Johnny Depp, ma non è l’unico punto forte di questo film, che per essere davvero straordinario forse avrebbe dovuto spingere un po’ più il pedale sull’onirico, rendendo il tutto un po’ più… leggero e volatile, proprio come l’alcol. Che sbronza sarebbe senza un bel po’ di visioni oltre il confine dell’assurdo?

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Contro

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