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  • The Uninvited

    Diretto da Charles Guard, Thomas Guard

    Data di uscita: 29-05-2009

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    Lettori:

Diffidate delle brave ragazze!

Ecco finalmente un horror in cui l’assassino, il cattivo, il mostro, o chi per esso, non è già facilmente individuabile entro i primi dieci minuti. Forse gli appassionati del genere intuiranno subito che c’è qualcosa che non quadra, che i buoni sono troppo buoni e i cattivi troppo cattivi, ma il finale colpisce, rompe l’atmosfera da favola spaventosa e ci rammenta che stiamo vedendo un horror, ricordandoci di stare attenti, poiché fino ad ora abbiamo visto della storia solo la componente sovrannaturale, ora vedremo anche quella psicotica…

Tutta la storia costruita nei primi 80 minuti ha un andamento narrativo molto lineare, e se confrontata con il finale, in cui si scopre la verità, è possibile notare molti punti che rimangono sospesi, incongruenti. Esempio: Anna, la protagonista, e Rachel, sua sorella, accusano l’ex infermiera della loro defunta madre di mentire sulla sua identità, e di essere in realtà un’assassina, tale Mildred Kemp, che anni fa ha ucciso una paziente per accaparrarsi il di lei marito, e poi, non essendo ancora sazia, ne ha squartato i figli. Per incastrarla, le fanno vedere una collana di perle, la stessa che indossava in una foto la povera paziente uccisa (una prova inconfutabile!), allora lei dice: “Mi avete scoperto…”, e poi cerca di ammazzarle tutte e due. Alla fine però si scopre che Mildred Kemp è un’altra, e che l’infermiera è una povera ragazza che subiva violenza dal fidanzato e per questo ha cambiato nome. Ma perché allora quando le due sorelle la accusano di essere questa Mildred Kemp lei risponde: ” Mi avete scoperto…? Allora tutta la storia è un’allucinazione, così come il personaggio della sorella è un’allucinazione. Ok, queste cose le fa anche David Lynch – ma, tranne in “Inland Empire”, nei suoi film si può sempre ricostruire un minimo la storia. Qui non esiste alcuna connessione tra tutto il film e il finale: per tutta la durata vediamo un film, poi ci viene dato un finale che fa parte di tutt’un altro film, che però non abbiamo visto, e che a quel punto vogliamo vedere!

OneLouder

Consiglio la visione con una bella scorta di pop-corn: è un film piacevole, che si segue con una certa partecipazione, senza tanta profusione di trash-horror, che ne so, dita macellate nel frullatore, porte bloccate da presenze misteriose. Per posizionare il cervello in modalità stand-by e riemergere dopo 85 minuti. È sempre rassicurante farsi coccolare dalla superficialità, non c’è niente di male, peccato però che per fare un film di questo genere si spende qualche centinaio di migliaio di dollari!

Pro

Contro

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