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C’era una volta un poliziesco

Dopo “I Quattrocento Colpi”, un poliziesco può sconcertare.
Truffaut, però, tenta l’ardita impresa presentando “Tirate Sul Pianista”, tratto da un noir di David Goodis, “Down There”.
Charlie, protagonista del film, è un pianista improvvisamente messo nei guai dal fratello che gli chiede aiuto dopo una rapina. Ricercato anch’egli dalla polizia, trova aiuto in Léna, cassiera del locale dove è solito esibirsi. La donna, già innamorata del pianista, conosce il suo segreto. Sarà un flashback a rivelare allo spettatore la vera identità di Charlie, il cui vero nome è Edouard Saroyan, grande ex concertista, ma convinto di essere colpevole del suicidio della moglie.
Il pianista e la cassiera diventano amanti e fuggono in montagna con Chico, il fratello minore di lui, e l’altro fratello complice della truffa.
Sui monti le cose non vanno meglio. Per lei la fine è tragica e lui si ritrova solo, chiedendo compagnia soltanto al piano.
Una fiaba. Ecco cosa è riuscito a fare la camera di Truffaut. È riuscito a trasformare un poliziesco in una fiaba per adulti. Un po’ come un’indole immutabile che difficilmente andrà via da una mente, da un film, da un’anima.

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