Home > Recensioni > Titanic 3D

Il “Via col vento” moderno

Dopo un secolo dal naufragio della “nave dei sogni” e a quindici anni dall’uscita nelle sale, “Titanic” torna al cinema con una più intensa profondità.
Si ripercorrono i tratti imprescindibili del film: stessa trama, stessa colonna sonora, nessuna scena nuova inserita qua e là, solo l’inconfondibile imprinting registico di James Cameron che con il 3D ha voluto omaggiare il suo pubblico coinvolgendolo — ad un livello più profondo di partecipazione, con maggiore forza emotiva — in una vicenda che mescola catastrofe epica e amore mitico.
Quello che ha rappresentato l’equilibrio perfetto tra blockbuster e film autoriale torna ad appassionare le generazioni del 2000 che, illo tempore, non poterono vivere il lancio del kolossal americano. Seppur usata con compostezza e raffinato garbo, la terza dimensione è trattata senza alcuna invadenza visiva o percettiva tanto da risultare, in alcuni fotogrammi, addirittura assente. Un 3D di cui, probabilmente, non c’era affatto bisogno.

OneLouder

Se volete abbandonarvi ai ricordi e riappropriavi della nostalgica voglia di sognare e rivivere forti emozioni “Titanic 3D” farà al caso vostro. Se vi aspettare, invece, di essere catapultati in una dimensione estremamente coinvolgente rimarrete delusi. Pur considerato un pioniere visionario nella narrazione multi-dimensionale, Cameron azzarda la grande sfida di lavorare la bidimensionalità e trasformarla in tridimensionalità ma con scarsi risultati. Emergono, altresì, la bellezza, l’esuberanza, l’ottimismo legati alla vita breve ma gloriosa del Titanic. La sua storia come parabola dei mali dell’umanità ma anche emblema di fede, coraggio, sacrificio e, sopra ogni cosa, amore. È un classico e i grandi classici, si sa, non affondano mai.

Pro

Contro

Scroll To Top