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  • Transformers: La Vendetta Del Caduto

    Diretto da Michael Bay

    Data di uscita: 26-06-2009

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More is less

Affrontare “Transformers 2: La Vendetta Del Caduto” da un punto di vista critico è un po’ come accettare l’esistenza di Paris Hilton: impossibile. A qualcuno potrà sembrare strano, ma un film di Michael Bay, soprattutto un film di Michael Bay coi robottoni, non è altro che la versione americana delle nostre vanziniane estati in luoghi esotici, ossia l’iniezione delle pulsioni viscerali più irresistibili direttamente sullo strato più superficiale della cultura sociale del paese. Se ne esce traboccanti di testosterone in entrambi i casi, secondo due diverse declinazioni.

Dunque, esattamente come gli esempi citati, “Transformers 2″ gonfia le proprie caratteristiche (qui tutti i dettagli) all’inverosimile, ben più dell’acclamato predecessore, finendo inevitabilmente per esagerare. Abbiamo quindi un freddo robottone, un clamoroso sfoggio di meraviglia visiva, una spassosa accozzaglia di macchiette e situazioni buffe. Non un film d’azione, bensì un prodotto per teen-o meno-ager.

Di film, infatti, viene davvero difficile parlare. Basti pensare che tutto comincia per caso e procede per espedienti assolutamente banali, inanellando un’alternanza di assordanti battaglie, inseguimenti frenetici e scenette spassose, il tutto ricoperto dalla melassa della romance tra i protagonisti. Inutile dire che una sceneggiatura del genere scivola presto verso una rilevanza marginale.

Però non tutto il male viene per nuocere. Anzi, Michael Bay e la Industrial Light & Magic, responsabile degli effetti speciali, vogliono piuttosto riempirci gli occhi di piacere. Una buona mano la dà anche Megan Fox, il cui ruolo nel film è il medesimo dei robottoni: sbalordire. Assieme a lei, miliardi di poligoni e texture vengono assemblati per dare vita a Optimus Prime e tantissimi altri nuovi esemplari, estremamente definiti e realistici. Tanto da arrivare a combattere proprio come uomini. Ma se loro prendono il nostro posto, qual è il nostro ruolo?

OneLouder

Noi umani – sullo schermo – diventiamo sciatti e insignificanti. Noi spettatori – in sala – ci trasformiamo nell’involucro delle nostre pulsioni più instintive. Stiamo a guardare estasiati migliaia di palline luccicanti che si trasformano in robottini minuscoli, sorridiamo ad ogni ammiccamento comico e ci viene quasi da piangere al bacio finale.
Evidentemente siamo tornati bambini. Oppure ci siamo rincoglioniti. L’importante è che ci piaccia una delle due idee, almeno per due ore e mezza.

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Contro

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