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A Venezia 70 il doc definitivo sul Maestro svedese

Commovente, emozionante, didattico, anche divertente a tratti: tutto questo e anche di più è “Trespassing Bergman“, documentario di Jane Magnusson e Hynek Pallas a Venezia tra i doc sul cinema della sezione Classici. I due registi hanno potuto godere di un privilegio assoluto, quello di poter filmare l’interno della casa di Ingmar Bergman sull’isola di Faro, ottanta km al largo della Svezia, per anni rimasto un luogo segreto, inaccessibile e quasi mitico, secondo solo alla villa di Kubrick nella campagna inglese. Ma non solo: vi hanno ospitato all’interno una serie di cineasti che hanno potuto osservare e toccare con mano le stanze dove il loro idolo ha vissuto e lavorato con un ritmo e una prolificità unici al mondo.

Ognuno di loro ci regala un aneddoto, un ricordo, un commento ai film del grande maestro, e stiamo parlando d’immensi artisti come Haneke, Iñarritu, Landis, Alfredson e tanti altri. Ma non è finita qui, chi non ha voluto o potuto arrivare a Faro è stato intervistato a casa propria: e quindi vediamo e sentiamo Allen, Craven, Ang Lee, Kitano, Zhang Yimou e fermiamo qui l’elenco solo per mancanza di spazio. Il gotha del cinema mondiale pronuncia una gigantesca dichiarazione d’amore postuma ad uno dei più grandi cineasti che abbia mai espresso la Settima Arte. E inoltre la carriera di Bergman è completamente rivisitata focalizzando l’attenzione su una decina di opere, le più famose e importanti. Cosa si può volere di più da un solo documentario? Nulla, proprio nulla.

OneLouder

La parola definitiva sul grande maestro svedese, sarà difficile in futuro imbastire qualcosa di altrettanto gigantesco. L’intervista più divertente e allo stesso tempo più provocatoria? Quella a Lars Von Trier, naturalmente. Il regista danese prima si diverte a deridere Bergman immaginandolo come un forsennato masturbatore e criticando “Fanny & Alexander” per poi ammettere, quasi in lacrime, di considerare quest’uomo un Dio e di avere un unico rimpianto nella vita, quello di non averlo mai incontrato. Pelle d’oca.

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