Home > Recensioni > Tricked

Taglia e cuci

Paul Verhoeven è un regista olandese ma nell’immaginario collettivo è ormai diventato statunitense, come lo è il suo cinema dalla metà degli anni Ottanta. Solo Wolfgang Petersen ha forse incassato ai botteghini quanto lui negli ultimi trent’anni pur provenendo dal Vecchio Continente. Qualche titolo? “Robocop”, “Basic Instinct”, “Starship Troopers” e possiamo tranquillamente fermarci qua.

Tricked” (“Steekspel” in originale, al Festival di Roma nella sezione CinemaXXI) rappresenta il suo trionfale ritorno in patria e la sua occasione per riappropriarsi di un tocco autoriale che credevamo definitivamente smarrito in nome del Dio business.

Non si può parlare di un vero e proprio film però, ma di un interessante esperimento che potrebbe aprire nuove strade o risultare difficilmente replicabile, staremo a vedere. Verhoeven ha girato i primi quattro minuti, li ha messi in condivisione sui principali social network e ha invitato gli utenti a continuare la storia, inviando sia sceneggiature che veri e propri video. Successo straordinario dell’iniziativa (oltre 200.000 contributi) e un paziente lavoro di taglia e cuci hanno condotto a una scatenata commedia degli equivoci con un fuoco di fila di situazioni che non lasciano respiro alcuno fino all’ottimo finale.

La trama in breve: l’immobiliarista Remco compie gli anni e, nella sua casa, amici, colleghi e familiari si riuniscono per festeggiarlo. Ma non tutte le presenze sono gradite, specialmente quella di Miya, ex amante di Remco, appena tornata dal Giappone, incinta di otto mesi…

OneLouder

Perché realizzare, attraverso uno degli esperimenti più interessanti degli ultimi anni, un mediometraggio? Perché negarsi qualsiasi tipo di distribuzione? Forse l’artigiano Paul Verhoeven teme di sporcare la propria fedina blockbuster con un’operazione più piccola, senza star, girata nella natìa Olanda?

I 52 minuti di “Tricked” hanno un livello eccellente di scrittura e regia ma, attenzione!, soprattutto di scrittura. È questo il futuro del cinema? Mettere in condivisione grandi comunità di persone per la creazione dei futuri cult movies? È difficile scrivere quaranta battute di livello in una commedia, ma se le scriviamo una ciascuno forse…

Ai posteri l’ardua sentenza. Mi limito a rilevare che la scena della coltellata nel cuscino è assolutamente strepitosa e probabilmente non sapremo mai chi l’ha ideata.

Pro

Contro

Scroll To Top