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La rivolta dei quinti elementi

Sam Flynn perde suo padre all’età di sette anni, misteriosamente scomparso durante la lavorazione ad un software che si preannunciava come rivoluzionario; vent’anni dopo, un misterioso messaggio lo spinge a tornare nella sua vecchia sala giochi a cercarlo.
Sam si ritrova catapultato in un cyber universo: La Rete, alle prese con ipertecnologiche arene, moto virtuali e strani personaggi con improbabili cyber-tutine; ritrovatisi dopo venticinque anni, ma senza apparenti sconvolgimenti, Sam e suo padre Kevin, con la sua leale assistente Quorra, si lanciano nel tecno-universo de La Rete nella speranza di sconfiggere il tiranno Clu, riportarvi l’ordine e riuscire finalmente a tornare nel mondo reale.
Non c’è pericolo di rimanere sorpresi, avete già visto tutto.

OneLouder

Improbabile e futuristico remake di un classico della fantascienza anni 80, “Tron: Legacy” non fa che riciclare immagini, situazioni ed effetti speciali di qualunque film di fantascienza degli ultimi quindici anni.
Tecnologie avanguardistiche per niente avanguardistiche, effetti speciali innovativi non innovativi e nuove, già viste, avventure, riescono a rendere un atteso blockbuster pieno di effetti speciali un noioso derivato del Quinto Elemento, in salsa di Avatar; ma con una grande colonna sonora dei Daft Punk.
Flavio Nuccitelli

Il film ricalca non solo l’idea del primo “Tron” ma anche la trama: entrambi i protagonisti vengono digitalizzati, catturati e portati nell’arena dei giochi; entrambi giocano e vincono con i dischi, e poi giocano e scappano dalla pista delle moto; entrambi cercano di andare al portale per tornare nel mondo reale con una vela digitale. Le ambientazioni sono meno digitali di prima, non più lo scenario asettico da videogioco anni ’80. Ottima la colonna sonora dei Daft Punk.
Il film non porta nulla di nuovo alla storia: sarebbe potuto benissimo essere un remake e non un sequel, ma ce n’era veramente bisogno?
Enrico Dal Boni

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