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  • Tutta La Vita Davanti

    Diretto da Paolo Virzì

    Data di uscita: 28-03-2008

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Sogni… precari

Forma e sostanza intrattengono tra loro un legame imprescindibile, per dare rappresentazione ad un modello di pensiero che vuole far breccia nella mente e/o nel cuore dell’interlocutore. Quello che a Paolo Virzì riesce nella nuova pellicola “Tutta La Vita Davanti” è trovare la formula perfetta per trasmettere con composta incisività la propria visione di ciò che ci circonda, senza scivolare nel baratro del pressappochismo o della banalità.
Una tematica, quella del precariato lavorativo, contestualizzata in un’Italia contemporanea fatta di sogni e belle speranze, che si scontrano con una verità assai diversa da quella immaginata ed incentivata tra i banchi universitari.
Un mondo fatto di speranze disilluse e pubbliche mortificazioni, di Grande Fratello, di pettegolezzi e invidie, di arrivismo e mercificazione del proprio valore; una realtà dove l’essere umano diventa numero, turno di lavoro o cartellino da timbrare.
La falsità dietro la bellezza, il pugnale alle spalle di un sorriso: la vita del precario diventa una corsa alla sopravvivenza per mantenere, giorno dopo giorno, il posto di lavoro.
Questo universo, in cui il gioco al massacro tra lupi (un Massimo Ghini piacione e una bravissima Sabrina Ferilli) ed agnelli ricomincia ogni cambio turno, ritrova i suoi valori, tanto sinceri quanto utopistici, nell’operato del sindacalista Giorgio Conforti (Valerio Mastandrea) che sfida valorosamente – ma inutilmente – i mulini a vento del potere.
Virzì plana su questa straordinaria quotidianità con sguardo critico, ma non severo, assolvendo le giovanili illusioni di chi si affida alla speranza di un futuro migliore. La realtà lavorativa e le storie di vita che vi ruotano intorno diventano emblema di una società in declino, che si riscopre passo dopo passo, nella propria drammaticità. Sogni irraggiungibili, amori non corrisposti, aspettative disilluse diventano i tasselli di un mosaico dai contorni sfocati. Solo gli occhi di una bambina, incontaminati dall’esperienza, riescono ad assolvere questa realtà dalla sua inevitabile condanna, trasformando le ombre della caverna raccontata da Platone in un flebile barlume di speranza.

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