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Casa dolce casa

Primo film da regista per Rolando Ravello, frutto di anni di lavoro su un tema — quello delle case popolari occupate — diventato prima un monologo teatrale e infine una sceneggiatura: “Tutti conto tutti” arriva al cinema giovedì 28 gennaio ed è decisamente, pur con qualche debolezza, un film da consigliare.

La famiglia di Agostino (Ravello) e Anna (Kasia Smutniak) esce di casa per recarsi in chiesa dove il piccolo Lorenzo (Raffaele Iorio, bravissimo) riceverà la prima comunione. Al ritorno, una brutta sorpresa: la chiave non gira, la porta non si apre, dall’interno si sentono dei rumori. Qualcuno si è appropriato del loro appartamento e non ha alcuna intenzione di andarsene.
Agostino non aveva un contratto vero e proprio e non può far valere i propri diritti da un punto di vista legale. Si ingegna così, con l’aiuto dell’amico e cognato Sergio (Marco Giallini), a trovare metodi alternativi per ottenere giustizia.

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A una commedia si chiede innanzitutto di far ridere — qui, anche su battute meno efficaci, con Giallini e Stefano Alteri nei panni del nonno saremmo stati comunque in una botte di ferro — e di avere interpreti in grado di reggere il ritmo: Ravello usa la regia per raccontare senza enfasi, recita con sobrietà lasciando ampio spazio ai comprimari e si dimostra un buon direttore d’attori, anche di quelli più giovani.

La superficialità dello sguardo su certe situazioni e l’esemplarità eccessiva di alcuni personaggi sono mitigate dalla leggerezza del tono: “Tutti contro tutti” non suona mai presuntuoso, è affettuoso senza essere stucchevole e mette sullo schermo un cast adorabile: di questi tempi non è poco.

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