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Volere volare

“Tutto È Musica”, ci dice Domenico Modugno. Quest’anno la Mostra presenta al pubblico il celebre cantautore nella veste di regista: è il 1963 quando Modugno (insieme a Franco Migliacci e Tonino Valeri) scrive il soggetto per un film autobiografico, accompagnato da un album contenente le tracce audio del lungometraggio, in cui egli si presenta come un cerimoniere, introducendoci alle canzoni più significative della sua carriera. Nella prima scena siamo accompagnati in un tour sonoro per Roma, pretesto per (ri)scoprire la potenza sotterranea della musica anche nei rumori metropolitani: tram, automobili, passanti sono per Modugno una polifonia (il suono della città o il suo respiro) collettiva. Il film si struttura come un collage di episodi, quasi videoclip di una decina di pezzi interpretati dall’artista pugliese (“Nel Blu Dipinto Di Blu”, “Vecchio Frac”, “Piove”, “Stasera Pago Io”, etc.). L’operazione, che potrebbe apparire sterile e puramente d’occasione negli intenti, rivela invece una sensibilità degna di nota: Modugno riesce anche dietro la macchina da presa ad esprimersi con sicurezza ed espressività. Fra gli episodi, i più riusciti sono l’interpretazione di “Vecchio Frac” per le strade della capitale, con un’intensa “promenade” sul lungotevere, la storia de “Lu Pisce Spada”, e il finale con “Piove”, ambientato in una villa della campagna romana, nella quale si dicono addio la figlia dei custodi della residenza e il figlio degli inglesi in vacanza.

Unica nota negativa, un intermezzo comico del duo Franchi-Ingrassia, mosso probabilmente dall’intento di alleggerire la visione per lo spettatore: l’excursus, però, rivela tutto il suo carattere posticcio e complessivamente disturba il ritmo del film, non essendo sicuramente fra le interpretazione più riuscite della coppia comica.

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