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E così il leone si innamorò dell’agnello

È Catherine Hardwicke a trasporre sul grande schermo “Twilight”, primo episodio della saga horror-romantica creata da Stephenie Meyer: un’impresa non facile portata a termine con brio, energia e una buona dose di eleganza, tanto che sotto molti aspetti il film appare migliore del romanzo, o quantomeno più spigliato ed equilibrato.

La sceneggiatrice Melissa Rosenberg lava infatti dalle pagine della Meyer parte di quel romanticismo adolescenziale troppo caramellato che alla lunga può risultare irritante, e privilegia invece l’azione, usando al minimo la voce narrante della protagonista Bella (una Kristen Stewart adattissima al ruolo ma poco incisiva dal punto di vista interpretativo).

Sfrondato dalle pur piacevoli e discretamente ben scritte lungaggini poetico-riflessive, il racconto si fa perciò più snello, il ruolo dei vampiri pericolosi capitanati da James (Cam Gigandet) appare meno slegato dal resto della storia e nel complesso le varie componenti dell’intreccio – amore, mistero, avventura, fantasy e un pizzico di horror – risultano ben amalgamate.

Particolarmente felice si rivela la scelta di Robert Pattinson come protagonista maschile nei panni del tormentato vampiro Edward Cullen: il giovane attore inglese dona al suo personaggio carisma e concretezza, lavora bene con gli sguardi e il corpo, e sa rendere di carne quella bellezza vampiresca che nel romanzo viene descritta come incredibile, eccessiva. L’Edward del film perde forse un po’ della sua aura disumana, ma acquista immediatezza e simpatia.

Visivamente la Hardwick ha buon gusto (suggestive in particolare le immagini dei boschi e del mare) ma inventa poco e si attiene scrupolosamente a quanto descritto nel romanzo: ne risente un po’ la rappresentazione dei vampiri che non va oltre un’estetica cool troppo da videoclip, come nella scena, comunque efficace ed accattivante, della partita a baseball sulle note dei Muse.

Convincenti però i volti dei giovani attori, compresi i compagni di classe di Bella e Edward: facce reali, lontane dalla perfezione costruita dei teen-ager da telefilm per una pellicola che, pur senza troppa originalità, sa essere sobria, riduce al minimo banalità e smancerie, tiene un occhio affettuoso sulle fan della saga letteraria, ha cura di emozionare e colpire al cuore le ragazzine accorse a frotte nelle sale ma non si dimentica mai di intrattenere e divertire senza prendersi troppo sul serio.

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