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Animali disperati

Storie inglesi di (stra)ordinaria disperazione, solitudine e, forse, redenzione.
Joseph (Peter Mullan) è un alcolista, violento ed autodistruttivo. Non ha un lavoro, non ha più una moglie ed ogni giorno fa i conti con le sue colpe e lotta contro se stesso senza vincere mai. Hannah (Olivia Colman) è vittima di un marito violento e disturbato e crede che la fede in Dio possa aiutarla ad andare avanti. Ma va sempre più a fondo nella prigione di un matrimonio inaccettabile.
Animali in trappola in uno zoo di orrori ed errori umani, incapaci di vedere vie d’uscita al loro inferno, Joseph e Hannah si incontrano e si riflettono l’uno nell’altra. Forse nel reciproco affetto troveranno la spinta per risolvere i loro drammatici conflitti.

Premiato al Sundance, fresco di sette candidature ai BIFA e presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, “Tyrannosaur” è il folgorante esordio nel lungometraggio dell’attore Paddy Considine.

OneLouder

“Uno dei migliori film inglesi dell’anno”, titolano blogger e critici da ogni parte del globo: una fama ampiamente meritata. Chiuso in un contesto socio-ambientale descritto con efficace realismo, “Tyrannosaur” è un’urlo prolungato di rabbia e dolore. La violenza rappresentata è indicibile, ma è giustificata da un racconto condotto con mano sicura e grande attenzione psicologica, senza sconti né moralismi, tanto lucido nelle premesse quanto glacialmente coerente nella risoluzione. Dimostra di aver fegato, Considine, e una bella stoffa anche nel guidare i suoi attori: dalle loro pelli di animali feriti sia Mullan che Colman sanguinano verità ed umanità, e se il film è un pugno nello stomaco difficile da dimenticare è anche merito loro.

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