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  • Ultimatum Alla Terra

    Diretto da Scott Derrickson

    Data di uscita: 12-12-2008

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The Independence Day The Earth Stood Still

Rifacimento contemporaneo dell’omonimo classico di fantascienza datato 195, il film racconta la storia dell’alieno umanoide Klaatu, che sbarca con la sua sfera spaziale nel bel mezzo di Central Park con l’obiettivo di incontrare i leader della Terra per avvertirci di un imminente crisi globale, e dare l’ultimatum all’umanità, sola responsabile della crisi: “Se il pianeta muore, voi morite; se voi morite, il pianeta sopravvive”.
A dargli il benvenuto sarà però il segretario alla difesa statunitense, che dichiara Klaatu proprietà del governo degli Stati Uniti e gli nega l’incontro con i membri dell’Onu. Tocca alla scienziata Helen Benson trovare un modo di convincere Klaatu che l’umanità merita di essere salvata. Ma potrebbe essere troppo tardi, la sentinella Gort potrebbe aver già iniziato il suo lavoro.

L’uomo è da sempre stato affascinato dalla possibilità di una vita oltre la Terra, e la figura dell’ “alieno” è parte dell’immaginario collettivo dall’origine della civiltà, spesso come metafora dell’altro, di ciò che non conosciamo, che ci affascina e allo stesso tempo ci spaventa, che attacchiamo per non essere attaccati. Negli anni ’50 gli “altri” di cui avere paura erano una metafora del comunismo: e oggi?

Dopo più di cinquant’anni il film di R.Wise viene riportato sullo schermo da Scott Derrickson, che mantiene alcuni elementi comuni, soprattutto iconografici, per non deludere i fan dell’originale. Nel 1951 “Ultimatum Alla Terra” pose l’attenzione sul pericolo della guerra fredda, sulla violenza dell’uomo contro i suoi simili; nel 2008 sono cambiate le premesse, oggi “Ultimatum Alla Terra” ci fa riflettere sulla distruzione dell’ambiente terrestre, sulla violenza dell’uomo contro se stesso.

Premesse molto forti, sulle quali ognuno di noi deve riflettere, ed “Ultimatum Alla Terra” è stata infatti la prima produzione ecologista della Fox, che si è prefissa di diventare un’azienda ad impatto 0 a partire dal 2010.

Peccato che il prodotto finito non sia all’altezza delle premesse; la sceneggiatura rovina la “credibilità” di alcune scene e nel complesso il film non cattura più di tanto il nostro interesse, eccezion fatta per l’ultima mezz’ora, in cui si rischia la distruzione terrestre; allora gli effetti speciali diventano notevoli e la frenesia del collasso e della diegesi ci tengono aggrappati allo schermo.

Il film è pieno di citazioni e richiami ad altre pellicole, spesso eccessivi e un po’ troppo evidenti; ma una cosa particolare c’è: la storia viene narrata dalla prospettiva di un alieno, che dopo E.T., dopo “Mars Attacks!” e Milla Jovovich, ha la faccia di Keanu Reeves (il quale ancora non riesce ad emanciparsi dalla figura di Neo).
Molto intensa è la relazione madre-figlio, che rappresenta un microcosmo della crisi, di maggiori dimensioni, che si svolge intorno a loro, merito della bravura di entrambi gli attori, che riesce a superare i discutibili dialoghi.

Il regista in un’intervista ha dichiarato: “Spero che il pubblico viva una fantastica esperienza con la pellicola, voglio che ricevano quello per cui hanno pagato con l’obiettivo di godersi il loro sabato sera: una magnifico thriller di fantascienza che è coinvolgente, interessante, emozionante e toccante”.
Come si dice, la speranza è l’ultima a morire.

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