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Riappriopiarsi di una vita sconosciuta

Andrea è ragazzo della Roma bene, quella fatta di festini e divertimento continui che inverte il giorno con la notte e soffre in silenzio. Scivola sulla vita che glissa, ignora, e ci gioca secondo le sue regole. Subisce una madre algida e anaffettiva, soffre di una depressione tipicamente attuale: totale mancanza di emozioni ed entusiasmo. Poi arriva una lettera che lo scuote. Lo riporta alle sue responsabilità e lo costringe a rifuggire dall’ignavia in cui si era rintanato. Sarà la ri-scoperta di un nuovo “Io” e di una nuova esistenza con cui si confronterà, si intreccerà e ritornerà alla vita…vera!

OneLouder

Molto diverso da come lo avevamo lasciato qualche anno fa, Silvio Muccino ha dimostrato di saper crescere e di cambiare anche se ha ceduto al classico cliché di un’ordinaria storia di maturazione-redenzione che pecca di mordente. Certo l’interpretazione non brilla per sottrazione dato che i passaggi fondamentali sono estremamente enfatizzati e la retorica c’è, ma non è fastidiosa né troppo spinta. Apprezzabile il ritmo registico che dal taglio realistico muta in un montaggio più incalzante ed accattivante.

Pro

Contro

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