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Sesso, droga e Paris Hilton

Lungometraggio d’esordio per Matteo Rovere, autore del pluripremiato cortometraggio “Homo Homini Lupus”, è la storia di tre ragazze diciassettenni, belle ricche e viziate, dell’alta borghesia di Lucca, che si divertono a trasgredire qualunque regola e sottomettere chiunque capiti loro a tiro. Finalmente si inaugura un nuovo filone di film adolescenziali: dove le ragazze, invece che attaccare patetici lucchetti e declamare frasi riciclate dai Baci Perugina, si divertono a fare sesso nei bagni delle discoteche e a maltrattare le loro compagne di scuola.

Il “gioco da ragazze” del titolo consiste nel sedurre il nuovo professore (Filippo Nigro) che rimane impassibile alle provocazioni della leader del gruppo (chiaramente, secondo lo stereotipo, la più bella e cattiva), ai suoi insulti, alle sue tentazioni e che, anzi, tenta di farle la morale, di farle leggere “Il Giovane Holden”, di insegnarle qualcosa, convinto che in realtà la sua/loro cattiveria sia solo apparenza.
Dopo “Cruel Intentions”, “Mean Girls”, “Sex Crimes”, “Le regole Dell’Attrazione”, “Ragazze Interrotte” e il meno noto “Amiche Cattive” (col quale il film ha molto in comune), dopo aver visto decine di ragazze tutte uguali che si divertono a rovinare la vita altrui, il prosieguo della storia ce lo immaginiamo.

Un motivo in più però ci attira verso questo teen-movie, motivo che ha interessato per diversi giorni anche i maggiori giornali: l’iniziale divieto ai minori di 18 anni calato dalla censura (che avrebbe precluso al film gran parte del pubblico al quale era dedicato), motivazione: mancano pentimento e redenzione finale; manca la morale, questo è innegabile. Forse in un’epoca in cui IL modello è Kate Moss, dove le ragazze sembrano sentirsi accettate solo se ben vestite (ovvero il meno possibile), senza limiti, trasgressive a tutti i costi, estreme per forza, e con un peso intorno ai 45 kg, in un’epoca dove il bullismo sembra ormai una moda, probabilmente questo veto è sensato. Ma allo stesso tempo inutile: chiunque potrà scaricare il film – e poi, diciamolo, non è che una goccia in un vaso già pieno. Ad ogni modo, la censura ha già ritrattato sulla sua decisione, abbassando il divieto ai 14 anni; magari il compromesso è la strada migliore, per i motivi sopraelencati. La riflessione spetta ad ognuno di noi all’uscita della sala.

Prodotto dalla Colorado Film, il regista si avvale di un ottimo cast tecnico, che ha sicuramente contribuito, con la notevole regia, a rendere il film gradevole nonostante la storia già vista e la sceneggiatura debole e un po’ scontata; in particolare si fanno notare le musiche, con brani che fondono elettronica ed archi, molto adatti alle situazioni descritte, ed un tema che ricorda il “Lux Aeterna” di Clint Mansell; inquadrature degne di nota, grazie alla fotografia di Arnaldo Catinari e all’elegante contorno scenico, ci distraggono ogni tanto dallo svolgimento diegetico. Va detto: senza troppi rimpianti.

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