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Ozpetek e ri-Ozpetek

Tutto può succedere in ventiquattro ore, o addirittura in una sola notte, come ben ci insegna Scorsese. È questa la premessa di “Un Giorno Perfetto”, ultimo lungometraggio di Ferzan Ozpetek, tratto dal bel libro del Premio Strega Melania Mazzucco e catalizzatore, come numerosi altri film del regista turco, dei più interessanti volti del panorama recitativo italiano.

Tutto ha inizio quando due poliziotti si apprestano a fare irruzione in un appartamento dopo aver ricevuto, da parte della dirimpettaia, una segnalazione di spari. Eccoci allora catapultati a ventiquattro ore prima e alle vicende di un manipolo di personaggi più o meno caratteristici, tutte comunque destinate, come nel migliore dei copioni, ad intrecciarsi l’un l’altra. Protagonista indiscussa è Emma, interpretata da un’Isabella Ferrari intensa ma non proprio al top, madre di due figli e separata dal marito geloso e violento, nei cui panni troviamo il convincente Valerio Mastandrea. I lineamenti della madre di Emma corrispondono invece a quelli di Stefania Sandrelli, sempre fedele a se stessa, e per questo adorabile. C’è poi il politico Fioravanti (Valerio Binasco), legato sentimentalmente a Maja (Nicole Grimaudo), ragazzina spensierata rinchiusa negli abiti della first lady, e padre di Aris (Federico Costantini), pericolosamente coetaneo della matrigna. Un posto d’onore merita infine Monica Guerritore, che interpreta l’apparentemente algido personaggio di Mara, professoressa costretta a vivere una storia d’amore segreta. E non dimentichiamo le improvvisate di Milena Vukotic, dell’immancabile Serra Yilmaz, gelataia tentatrice, e soprattutto di Angela Finocchiaro, che incarna, in tre diversi brevi momenti, una novella Signora Gesù in stile simil-kie?lowskiano.

Insomma, Ozpetek non si smentisce mai. Riesce sempre a far parlare – meritatamente, s’intende – del cast messo in piedi per ogni sua pellicola. Ma la regia? À la Ozpetek, come al solito: tendente al pathos estremo e all’esasperazione di ogni singola sensazione. Chi ama questo regista, non rimarrà certo deluso dalla sua ultima fatica. Gli altri, invece, ne stiano pure alla larga. Non siamo certo di fronte a un cambiamento di rotta.

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