Home > Recensioni > Un Marito Per Anna Zaccheo

Film fatti di sguardi

A costo di essere un poco ingiusti con Giuseppe De Santis bisogna dire che questo film, che spopolò negli anni ’50, appare davvero datato; lo spettatore di oggi probabilmente troverà poco avvincente una trama da Grand Hotel d’annata: Anna Zaccheo (Silvana Pampanini), in cerca di marito, promette amore eterno a un giovane marinaio appena conosciuto (Massimo Girotti) ma, nonostante le di lei virtù, si lascia traviare dal datore di lavoro (un Amedeo Nazzari decisamente fuori parte).

E se detta in due parole la trama non ha in fondo nulla da invidiare a metà delle produzioni anglofone di ieri e di oggi (per non parlare di quelle nostrane), il “problema” del film risiede in una sceneggiatura piuttosto convenzionale, in cui i personaggi (e gli attori) fanno fatica a sollevarsi al di sopra del proprio ruolo: ai dialoghi manca brio, e a parte qualche momento di maggiore intensità, le emozioni parlano con le frasi che si trovano nei cioccolatini.

Eppure, il film riserva diversi elementi di fascino. Da un lato un’attenzione spiccata per il mondo femminile, effetto secondario ma dilagante di una guerra finita da poco.
Parallelamente, anche se con esiti meno felici di “Riso Amaro”, si percepisce nel film un erotismo di cui De Santis fu maestro, e che fece delle attrici che lavorarono con lui dei sex symbol ante litteram; questo grazie ad un incredibile istinto di De Santis per i volti e gli sguardi, come è ottimamente testimoniato dal documentario di Carlo Lizzani dedicato al regista e che troviamo nei contenuti extra del DVD.

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