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  • Un Sapore Di Ruggine E Ossa

    Diretto da Jacques Audiard

    Data di uscita: 04-10-2012

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Il sapore dei corpi feriti

Dopo l’inesorabilità tragica de “Il Profeta” Jacques Audiard spinge l’acceleratore sul melò e scolpisce un film crudo e infuocato che tocca l’anima e resta dentro come pochi altri titoli questa stagione. Presentato in concorso a Cannes 2012 ed uscito nelle sale italiane in autunno, “Un Sapore Di Ruggine E Ossa” torna a far parlare di sé per le recenti candidature ai SAG e ai Golden Globes come miglior attrice a Marion Cotillard: nomination all’Oscar in arrivo?

“Des Rouille et d’Os” racconta l’incontro fra due personaggi outcast: Ali (Matthias Schoenaerts) è un picchiatore alla deriva, un animale da combattimento, rude, violento e sbrigativo tanto con le donne quanto col figlio Sam; Stéphanie (Cotillard) lavora come addestratrice di orche in un parco acquatico ma la vera orca è lei, avvezza alle risse da nightclub e dura e fredda come l’acciaio. Un terribile incidente la costringe su una sedia a rotelle, umiliando la sua superbia e quasi prosciugando ogni suo istinto vitale. Audiard registra il nascere del loro legame fatto di sesso e accettazione dell’altro come un incontro fra due animali ammaccati e disperati ma ancora aperti e disponibili, pronti a rialzarsi e a combattere. Un incontro che darà ad entrambi il coraggio di una nuova possibilità.

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Quando le speranze sembrano finite il corpo è l’ultimo baluardo attraverso cui restare aggrappati alla vita e cercare un contatto autentico con gli altri. Audiard ci parla di corpi feriti e martoriati: il corpo mutilato e mortificato di Stéphanie, i muscoli gonfi, pesanti e le ossa rotte di Ali. Il suo è un cinema fisico che insegue la bellezza nei contrasti più accesi e non ha paura delle iperboli drammatiche. Tra orche, sangue e ghiacci afferra la purezza delle sensazioni e dei momenti assoluti — il sole sulla faccia, il mare, il ringhio muto di Ali, la sensualità dei corpi che scivolano l’uno sull’altro – e si appoggia su una coppia di attori in stato di grazia che restituiscono i personaggi in tutta la loro ruvida, aspra autenticità.

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