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  • Un’Estate Ai Caraibi

    Diretto da Carlo Vanzina

    Data di uscita: 12-06-2009

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Viva la topa!

Ennesimo capitolo della Commedia Umana vanziniana, “Un’Estate ai Caraibi” è il secondo tentativo di sfondamento del fronte estivo di resistenza anti-sala. Incassi dell’estate 2008 alla mano. In fondo gli italiani sembrano aver gradito il primo esperimento di cine-ombrellone. Medusa incassa e benedice l’avvio del secondo round, premiando i Vanzina e il loro carrozzone con una superproduzione in trasferta caraibica. E allora eccoci catapultati sulle spiagge di Antigua a suon di hit estive vecchie di due anni.

Come da tradizione, la fitta trama di cinque italiche storie annovera il più noto campionario di media italianità: il politico arrogante e romanissimo, accompagnato da autista-zerbino con mutuo da pagare, il marito stressato in fuga con l’amante, il razzista, il furbacchione, c’è perfino Mandrake (Proietti, uno dei rari stimoli al sorriso), e tre giovani toscanacci, con i loro Pisa merda, la tu’ mamma maiala, e le altre amenità del caso.

Può essere interessante considerare la pellicola come indicatore dei sogni e desideri del suddetto italiano medio nel 2009. Vediamo dunque: al primo posto, manco a dirlo, l’insostituibile, intramontabile conquista del gentilsesso, o per dirla coi toscani, la topa, rappresentata nel film da diversi magnifici esemplari, tra cui Martina Stella, Alena Seredova, e per la prima volta sullo schermo, la Playmate of the year 2008, Jayde Nicole, nei panni rispettivamente di ragazza livornese che cornifica fidanzato con il di lui migliore amico (ma non a caso, pisano), amante di dentista napoletano in fuga da moglie racchia e oppressiva, e Miss Maglietta Bagnata. Al secondo posto, anche questa non è una novità, il quattrino (sottoforma di passaggi, ripetuti quasi in ogni scena, di banconote, gioielli e carte di credito) usato quasi prevalentemente per assicurarsi i favori dell’universo femminile di cui sopra.

Ma le vere novità, quanto a italici desideri, stanno nel finale e nei suoi molteplici colpi di scena: la vincita alla lotteria, il miracolo che si avvera sono impersonati da Miss Ikea, la figlia del noto mobiliere svedese, che si innamora del napoletano sfigato e lo porta via con sé sul suo panfilo, e nientemeno che dal nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier viene infatti citato, quasi invocato, a più riprese nel corso di tutto il film, per fare poi la sua apparizione conclusiva come Deus ex machina di una delle vicende dell’intreccio. E pensare che stavolta i Vanzina si erano detti fieri di aver respinto ogni tentativo di product placement..

OneLouder

Se guidi in stato di ebbrezza e vai a schiantarti contro un verdumaio caraibico e il suo banco di frutta e verdura, non ti preoccupare per la tua patente, “conosco un pezzo grosso della motorizzazione“. Se la tua ragazza ti tradisce col tuo migliore amico, non te la prendere: “tanto il mondo è pieno di topa“. Se sei in vacanza ad Antigua e non sai come riempire le ore vuote nella tua villa con piscina, puoi sempre chiamare l’International Vip Escort Service e “pagare sventolone con carta di credito“. Questo e molto altro nell’ultimo entusiasmante saggio vanziniano sull’arte d’arrangiarsi.

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Contro

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