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Scarlett Johansson, aliena letale a Venezia 70

Tratto dal romanzo omonimo di Michel Faber, “Under the Skin” di Jonathan Glazer — oggi in concorso a Venezia 70 — porta sullo schermo una creatura aliena dalle bellissime sembianze femminili. Un essere misterioso e letale in un corpo di donna che si aggira con apparente indiffirenza per i boschi e le strade della Scozia. Cosa cerca? Chi la manda?

Quella di “Under the Skin” è una fantascienza fatta di non detti, un thriller di turbamenti impliciti. Qualche fischio stamattina in sala ma il film ha già non pochi sostenitori, soprattutto stranieri (il “Guardian” parla addirittura di Leone d’Oro).

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Glazer è poco interessato all’intreccio e predilige la costruzione delle atmosfere, soprattutto da un punto di vista visivo. E il risultato, a tratti, può risultare affascinante. Ma un film così, che vive attraverso lo sguardo della propria protagonista, avrebbe avuto bisogno di un’attrice di tutt’altro spessore. Scarlett Johansson è molto bella ma ha un approccio completamente spaesato che riduce il suo personaggio a un involucro vuoto e si fa davvero fatica a seguirla per le quasi due ore di durata.

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Contro

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