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I peccati di Lumberton

Nella cittadina di Lumberton, operosa comunità circondata da imponenti foreste, l’adolescente Jeffrey Beaumont (Kyle MacLachlan), trova un orecchio umano su di un prato. È l’inizio di una catena di avvenimenti che, con la complicità di Sandy Williams (Laura Dern), figlia del locale sceriffo, lo avvicineranno alla misteriosa cantante di night club Dorothy Vallens (un’affascinante Isabella Rossellini), legata per vie misteriose all’inquietante Frank Booth (Dennis Hopper nei panni che più gli si addicono), un criminale dalle bizzarre abitudini.
Jeffrey si insinua nel mondo di Dorothy, passando attraverso l’orecchio, il suono, e trovandosi ben presto, nella posizione del voyeur, a spiare il rapporto tra Dorothy e Frank, come un figlio che uditi dei rumori dalla camera dei genitori si ritrovi a spiarne le abitudini sessuali attraverso il buco della serratura.
Scritto da Lynch prima dell’esperienza di “Dune”, “Velluto Blu” è prodotto da Dino De Laurentis con le precauzioni del caso, visto il clamoroso flop di “Dune”: budget molto ridotto e compenso legato al successo di botteghino. Un successo che prontamente sarebbe arrivato, grazie ad una realizzazione di notevole impatto e suggestione. “Velluto Blu” è infatti, finora, il film più organico ed equilibrato di Lynch, lontano dagli eccessi, seppur geniali, di molta sua produzione, ma non per questo privo di una complessa trama di ossessioni ed inquietudini, di accenti perversi e situazioni decisamente anomale.
Dennis Hopper, al ritorno ufficiale dopo “Rusty Il Selvaggio” si evidenzia per il fisique du role e la notevole passione con cui si cala negli scomodi panni di Frank Booth, donando al personaggio tratti e movenze da lui stesso studiate, spinto anche dalla necessità di riguadagnare credito dopo un periodo buio della sua vita personale, vissuto tra alcool e droghe, e un passaggio sullo schermo poco felice nei panni di un fotografo in “Apocalypse Now”.

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