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Polanski e la donna

Ispirato a un romanzo erotico di Leopold von Sacher-Masoch – scrittore a cui dobbiamo la parola “masochismo” – “Venere in pelliccia” è un film a proposito di un regista teatrale che sta per portare in scena un dramma, da lui stesso scritto, basato sul romanzo di Sacher-Masoch.

Romanzo, teatro, cinema, insomma: Roman Polanski gioca con le ispirazioni, creando un film a due (e loro sono Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric) ambientato interamente su un palco teatrale, in una sera piovosa, mentre il regista Thomas sta concedendo un’audizione a Vanda, donna dall’aspetto volgare e dall’animo svampito, che però non appena comincia a recitare si trasforma, sotto i suoi occhi, in una perfetta Wanda von Dunajew.

L’audizione, che doveva terminare dopo la lettura delle prime tre pagine del copione, prosegue invece in un gioco tra i due, in cui la finzione si insinua pian piano nelle loro vite reali e che porterà Thomas a fondo della propria anima, per scoprire il lato più oscuro del suo rapporto con le donne.

OneLouder

Splendido. Emmanuelle Seigner è semplicemente perfetta, e Amalric con lei. E non poteva essere altrimenti, visto che si tratta di un film tutto basato sulla recitazione, che Polanski dirige in uno stato di grazia. Facile ridurre il film a una riflessione sul sadomasochismo, in realtà più che una “riflessione” – visto che di sociologico c’è ben poco – è una discesa agli inferi (o agli elisi) dell’argomento. Da vedere, se possibile, in lingua originale: il doppiaggio, specialmente in questo caso, fa perdere moltissimo alla recitazione.

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