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Spiritualità sul Lido

Sofferenza vera e tangibile: la via crucis che ciascuno può vivere nel corso dell’esistenza, fino alla resurrezione, fino al ritrovamento di un nuovo equilibrio, di una nuova serenità. “Via Della Croce”, girato da Serena Nono con alcuni residenti della Casa di Ospitalità Sant’Alvise di Venezia, ripercorre la passione di Gesù Cristo accompagnandola a storie di vita reali. Il film è a cavallo tra documentario e teatro: i protagonisti raccontano le proprie esperienze e, parallelamente, interpretano le vicende del Vangelo. A rendere suggestive e toccanti queste sequenze – girate chiaramente con attori non professionisti – è, oltre alla materia stessa, la colonna sonora, composta da brani di Bach e Schonberg. Scene altrimenti ridicole – fa volutamente sorridere, per esempio, l’interpretazione di Ponzio Pilato – acquistano qui una severità e una sacralità rare. Dopotutto diventa impossibile non emozionarsi dopo aver ascoltato la storia di un uomo che, appena dodicenne, ha trovato il padre, reduce di Buchenwald, morto suicida. Oppure il racconto di una vita rovinata dall’alcool, di un uomo che non ha potuto veder crescere i propri figli, o ancora di un novello San Francesco che ha deciso di abbandonare tutte le proprie abitudini e comodità per cercare una nuova strada. A impreziosire ulteriormente questa breve pellicola – solo sessanta minuti – ci sono le partecipazioni straordinarie di Anna Bonaiuto e di Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, che appare di tanto in tanto con lo sguardo immerso nell’orizzonte. È sulla sua città che riflette? Di certo, la Venezia dei lustrini e dei red carpet può, con “Via della Croce”, prendersi una pausa di riflessione e intensa spiritualità.

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