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  • Vicky Cristina Barcelona

    Diretto da Woody Allen

    Data di uscita: 17-10-2008

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Ma cos’è questa cosa chiamata amore?

In un tempo, il nostro, in cui stereotipi e cliché tendono sempre a influenzarci un po’ troppo, anche nostro malgrado, c’è un aspetto della vita quotidiana che resiste ancora tenacemente a qualsiasi etichettamento, forse per la sua natura composita ed estremamente sfuggente ai tentativi di inquadrarlo e definirlo una volta per tutte. Stiamo parlando di quel rompicapo incomprensibile che è l’amore.

All’età di 72 anni suonati Woody Allen, uno dei massimi studiosi in materia, riprova a chiedersi e a chiederci che cos’è e come funziona questo misterioso sentimento. Dopo la parentesi noir della trilogia londinese, con “Vicky Cristina Barcelona” Allen torna alle atmosfere dei film newyorkesi sulle relazioni di coppia e le riflessioni su vita e creazione artistica. Ma lo fa cambiando aria. Sceglie Barcellona come set, e ne fa una delle protagoniste del film.

Barcellona, città mediterranea e sensuale, con i suoi palazzi dallo stile onirico e imprevedibile, opera del visionario Gaudì, è la meta delle vacanze di Vicky e Cristina, due ragazze americane, molto amiche ma con visioni opposte sull’amore e l’esistenza: Vicky (Rebecca Hall) è una ragazza molto borghese che ha, o crede di avere, idee chiare e pratiche sulla vita, un fidanzato che sta per sposare e un master in cultura catalana da completare.

Cristina (Scarlett Johansson) è invece un’anima irrequieta, ha aspirazioni artistiche confuse che non riesce a concretizzare, una forte insofferenza allo stile di vita benestante medio-americano ed è di nuovo single dopo l’ennesimo fallimento sentimentale. L’incontro con l’affascinante pittore Juan Antonio (Javier Bardem) e la sua eccentrica ex moglie (Penelope Cruz) (s)travolgerà la loro vacanza ridefinendo i ruoli e portando alla luce le qualità più nascoste di entrambe.

In trasferta spagnola Allen mantiene l’ottima forma conquistata negli ultimi anni europei, regalandoci una commedia sentimentale dai toni eleganti e leggeri. Leggerezza e vivacità sono date dai dialoghi, primo marchio di fabbrica dei suoi film, che qui non tradiscono le aspettative, e dalla musica, con l’orecchiabile “Barcelona” di Giulia y Los Tellarini. La bellissima fotografia dai toni caldi dello spagnolo Javier Aguirresarobe si adatta perfettamente a una pellicola che trasuda sensualità grazie soprattutto ai movimenti di una macchina da presa manovrata con sapiente e allenata malizia.

Il lavoro su e con gli attori è come sempre impeccabile: in stato di grazia le tre protagoniste femminili, con un occhio di riguardo alla Cruz, la cui entrata porta una marcia in più alla sceneggiatura. Bardem, reduce dall’Oscar per l’interpretazione del terrificante serial killer del film dei Coen “Non è un Paese per Vecchi”, si trasforma qui in un irresistibile e sensualissimo artista, tanto più che il suo personaggio, andando oltre lo stereotipo del bel pittore spagnolo che conquista le americane, acquista enorme fascino grazie al messaggio di cui si fa portatore: un appassionato invito a liberarsi da pregiudizi e sovrastrutture, e a vivere la vita, così come l’amore, accettando il suo caos e la sua imprevedibilità.

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