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  • Videocracy – Basta Apparire

    Diretto da Erik Gandini

    Data di uscita: 04-09-2009

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La tv come specchio della società

Un’unica proiezione, evento congiunto di “Settimana Della Critica” e “Giornate Degli autori”, e passa la paura. Della polemica. In realtà, la risonanza mediatica ha giovato molto alle strategie di lancio di “Videocracy”, un documentario – genere tornato prepotentemente alla ribalta qui a Venezia 66 – il cui trailer censurato da Rai e Mediaset impazza su Youtube. Erik Gandini, regista italo-svedese, reputa l’Italia “un paese molto interessante per un documentarista”, e così ha rivolto il proprio incurisoito obiettivo sulla sua nazione natale, contraddittoria come sempre e culturalmente depressa come non avveniva da tempo.

Documentario sulla tv commerciale italiana e sul mondo squallido che vi ruota attorno, “Videocracy” ha come scopo dichiarato l’analisi della nascita della tv delle varie letterine, schedine e via dicendo, che ha avviato una rivoluzione culturale consistente nell’imitazione del banale. Non più modelli letterari, neanche le icone del cinema che un tempo facevano sognare, ma i concorrenti del Grande Fratello e affini. L’ analisi, di taglio iper-sociologico, si concentra però sui figli di questa “rivoluzione”. Il problema sociale è sollevato da uno dei protagonisti, un aspirante showman che non si rende conto di essere soltanto un fenomeno da baraccone, e che in sostanza si chiede perché fare tutta la vita l’operaio quando basta sedersi su un trono, in tv, e fare migliaia di euro.

In un paese normale questo non accadrebbe, ma in effetti accade, e in questo momento storico anche una soluzione del genere appare plausibile. Folle, ma plausibile. Gandini usa la mano pesante, traccia un ritratto impietoso dei giovani italiani, con gusto quasi sadico, un cinismo avido dello squallore dei suoi personaggi, dato in pasto al pubblico con una certa pretenziosità, che rispecchia sicuramente uno spaccato sociale molto ampio, ma soffoca sotto una cappa, ignorandolo, quell’altra metà del cielo che resiste al vuoto desolante imposto dalla tv, in forma tanto appetibile.

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