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I persuasori occulti

La trama è relativamente semplice: per fermare la decadenza morale dell’America un’organizzazione politica reazionaria decide di creare “Videodrome”, una sorta di reality show sadomasochista. Diffusa attraverso un segnale particolare, la trasmissione consente di controllare a distanza la mente del telespettatore, trasformandolo in una sorta di robot privo di volontà propria, col solo effetto collaterale di provocargli un tumore al cervello.

Seguire la trama è decisamente più complicato: Max, il protagonista, usato come cavia inconsapevole, cade infatti in una specie di incubo orwelliano, trascinando con sé gli spettatori. Preda di allucinazioni sempre più realistiche – solo la terrificante varietà delle visioni vale tutto il film – diventa presto incapace di distinguere tra immaginazione e realtà.

Non solo. Visto che avere degli schiavi a disposizione fa sempre comodo, alla prima organizzazione se ne affianca subito un’altra – questa volta a stampo religioso – pronta a lottare per conquistare la propria quota di cervelli da plagiare. E per la mente del povero Max in primis, che viene programmato e riprogrammato come se fosse un videoregistratore.

Originalissimo, “Videodrome” ha probabilmente come unico difetto quello di non essere facilmente digeribile. Qualcuno potrebbe anche storcere il naso davanti a una critica dei media tanto estrema, che dipinge l’uomo come un essere del tutto incapace di opporre resistenza. Ma è un film di fantascienza – seppur con intenti politici – non un saggio sociologico.
E col senno di poi, dargli tutti i torti è difficile…

OneLouder

“Videodrome” non è un film che si possa guardare distratti mentre si carica la lavastoviglie. Necessita di calma, concentrazione e consapevolezza che, se si vuole capirlo – o almeno non classificarlo frettolosamente come un pasticcio – bisognerà seguirlo con attenzione e magari rivederlo una seconda volta. Fatto questo, è assai difficile che vi lamenterete di aver buttato via un’ora e mezza della vostra vita…

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