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Tu vuo fa’ l’americano

Un film italiano ma evidentemente, e fin troppo, esterofilo: le improvvise e raccapriccianti scene “gore”, il folle “estetismo” dell’assassino e le trappole che lascia lungo il cammino per i tre protagonisti – una vittima sfuggita alla furia omicida, un malato psichiatrico, e una giornalista, in tre privi di quel minimo di buonsenso necessario a decidere di farsi i fatti propri – sono infatti chiari rimandi alla migliore tradizione dei thriller statunitensi.
E contribuiscono a rendere anonimo un film che, se avesse puntato più a una declinazione italiana o quantomeno europea, avrebbe potuto dare risultati molto più interessanti.

Il problema principale è però in questo caso che personaggi si muovono in modo spesso così irrazionale nella ricerca del serial killer e le coincidenze sono così tante che anche allo spettatore più sprovveduto e digiuno di gialli vengono presto in mente solo due possibilità: o la trama è completamente senza senso, o ci deve essere qualcosa sotto.
In effetti, per fortuna del film, un qualcosa sotto c’è. Il fatto che sia così facile scoprirlo non è comunque un buon punto di partenza per un thriller psicologico.

È anche vero che il genere è molto poco visitato, in Italia, e nello specifico “Visions” è la prima prova di un regista, Luigi Cecinelli, che finora si è confrontato solo con i corti. Gli si può quindi perdonare un primo tentativo sostanzialmente andato a vuoto. In fondo il film qualche buona trovata ce l’ha. Diamogli fiducia e staremo a vedere.

OneLouder

Se una come me, che non riesce nemmeno a scovare il colpevole nei libri di Geronimo Stilton, ha capito dopo i primi cinque minuti dove la trama voleva andare a parare forse – forse – il gioco è davvero un po’ troppo scoperto.

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Contro

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