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Meravigliosamente 3D

A più di dieci anni dall’uscita del romanzo “Life Of Pi” di Yann Martel, che buon successo riscosse anche in Italia, il premio Oscar e Leone d’Oro Ang Lee sceglie questa storia assolutamente fuori dall’ordinario per dire la sua sul 3D nel cinema. Protagonista è il giovane indiano Piscine Molitor Patel, autoribattezzatosi Pi, il quale, durante un naufragio, perde la famiglia e si ritrova in pieno oceano Pacifico su una zattera alla deriva in compagnia di alcuni degli animali provenienti dallo zoo che il padre gestiva in madrepatria. Tra di essi la tigre Richard Parker, che presto si ritroverà a essere l’unico animale rimasto, con cui il ragazzo instaurerà un rapporto di terrore-amore che lo condurrà alla sopravvivenza.

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Finalmente il 3D trova dignità e piena ragione di esistere quale strumento del cinema d’autore. Ci voleva forse la sensibilità di Ang Lee, fatto sta che “Vita Di Pi” è affollato, affollatissimo di momenti di altissima poesia per gli occhi. Merito, e tanto, va alla storia in sé e all’autore dello splendido romanzo, ma altrettanto alla capacità, tutta cinematografica, di ricreare (e reinventare) atmosfere magiche e al contempo dense di sofferenza. Da vedere, possibilmente dietro un paio di occhialini 3D.

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Contro

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