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Due volte disonesti

Giudici, industriali, professori universitari e giornalisti, ma anche tanti cittadini comuni la cui unica colpa è stata trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato: queste le “Vittime” del documentario di Giovanna Gagliardo, realizzato su commissione del Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi e su richiesta dell’AIVITER (Associazione Italiana Vittime del Terrorismo).

Un film che sfrutta le commemorazioni per i quarant’anni dalla strage di Piazza Fontana per proporre una singolare ricostruzione degli Anni di Piombo, con l’intento, di per sé nobile, di dare voce a chi, nei vari dibattiti sulla stagione più fitta di misteri nella storia recente del nostro paese, non l’ha mai avuta: i superstiti e i familiari delle vittime di trent’anni di terrorismo.

Se da una parte si vuole restituire a questi soggetti lo status di “persone” sottraendole a quello, maturato nel tempo, di “simboli”, per creare empatia nelle nuove generazioni che non sanno niente di quella stagione, dall’altra l’operazione si annuncia come un tentativo di fare chiarezza lasciando da parte ogni ricostruzione storico-ideologica e facendo parlare le immagini di repertorio e i testimoni diretti dei fatti.

Peccato che il tutto si dimostri alla fine vergognosamente di parte: il percorso, che parte dalle ultime uccisioni delle BR (Petri, Biagi, D’Antona) e prosegue a ritroso attraverso tutti gli anni ottanta e settanta, si sofferma più volte sulle condanne ai brigatisti e le responsabilità del terrorismo di sinistra, mentre sulle stragi di Brescia e Milano viene lasciato un gran punto interrogativo senza il minimo accenno alla risaputa e ormai comprovata pista neo-fascista. Una doppia disonestà: nei confronti degli spettatori e di quelle stesse vittime a cui il film vorrebbe dare dignità.

OneLouder

Il danno di questa ricostruzione disonesta sulle nuove generazioni che si propone di informare sarà tanto più grave visto l’intento del ministro Bondi di distribuire il dvd del film, che non passerà in sala né nella rete di vendita, direttamente nelle scuole. Auguriamoci che insegnanti e famiglie sappiano accompagnare e commentare a dovere la visione.

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